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Vitamina D, quanto è importante!

La vitamina D è una vitamina liposolubile che agisce come un ormone su diversi organi e tessuti.

Deriva per l’80% dall’esposizione solare e per il solo 20% dalla dieta (latte e derivati, grassi animali). Dagli alimenti viene rapidamente assorbita a livello duodenale e digiunale e quindi distribuita attraverso la circolazione linfatica quasi totalmente al tessuto adiposo, da cui viene liberata in piccole quantità rispetto alla quota immagazzinata.

La produzione di vitamina D avviene solo con l’esposizione solare a certe latitudini e in una data stagione. Per questo motivo, in Italia, la carenza è particolarmente frequente nei mesi invernali.

Altri fattori che condizionano la sintesi di Vitamina D sono l’età (il soggetto anziano ne produce meno), la superficie cutanea esposta, il tempo di irradiazione e l’uso di creme solari protettive, necessarie per proteggere la nostra cute, ma che riducono quasi totalmente la sintesi della Vitamina D.

La vitamina D è presente nei cibi in limitate quantità. La maggiore fonte è costituita dai grassi animali contenuti soprattutto nei pesci grassi (ad esempio il salmone) e nei latticini. Nei paesi del nord Europa e ancora più nel Nord America, proprio per garantire un corretto apporto di vitamina D con gli alimenti, i cibi vengono supplementati. In Italia, considerando la prevalenza di una dieta mediterranea povera di grassi animali e il fatto che i cibi non vengono supplementati, il contributo della dieta ai livelli di vitamina D è ancora più basso rispetto agli altri paesi, rendendo più alta la percentuale di soggetti carenti.

In Italia la quasi totalità della popolazione anziana è carente di vitamina D. L’86% delle donne sopra i 70 anni presenta livelli compatibili con una carenza di vitamina D alla fine dell’inverno. Tuttavia, anche nei giovani la carenza è diffusa, con il 65% di soggetti giovani e sani che presenta livelli insufficienti.

 

QUALI SONO GLI EFFETTI SU TESSUTO OSSEO, INTESTINO E MUSCOLO?

L’azione della vitamina D sul tessuto osseo è principalmente quella di promuovere la sintesi di alcune proteine, soprattutto l’osteocalcina, fondamentali per l’omeostasi del tessuto osseo. A livello intestinale, la vitamina D promuove l’assorbimento di calcio, fondamentale per la struttura ossea. La vitamina D è, inoltre, in grado di stimolare la produzione di proteine muscolari e di attivare meccanismi fondamentali per la contrazione muscolare.

 

..ed altri effetti extra-scheletrici?

Anche se gli studi non forniscono ancora risultati univoci, sempre più interesse scientifico stanno assumendo gli effetti extrascheletrici della vitamina D. In particolare, questa sostanza potrebbe essere implicata nei meccanismi di regolazione della crescita cellulare, compresa quella tumorale di prostata, mammella e colon.

La vitamina D potrebbe avere un ruolo anche nella regolazione della pressione arteriosa e nella modulazione del sistema immunitario, per cui una correzione del deficit potrebbe contribuire alla riduzione del rischio di alcune patologie autoimmunitarie, come ad esempio il diabete mellito di tipo 1.

Numerosi studi, invece, hanno dimostrato che bassi livelli di vitamina D si associano ad un aumentato rischio di frattura.

Numerosi studi, invece, hanno dimostrato che bassi livelli di vitamina D si associano ad un aumentato rischio di frattura.

 

Quali sono le conseguenze di un deficit di vitamina D?

La carenza di vitamina D può causare rachitismo nei bambini. Negli adulti, invece, può causare una patologia chiamata Osteomalacia, che si caratterizza per una fragilità delle ossa che non sono adeguatamente mineralizzate e che può manifestarsi con dolore, deformità e deficit di forza. A livello muscolare, una carenza di vitamina D può dare origine ad una patologia della muscolatura prossimale degli arti, con difficoltà ad alzarsi dalla sedia, impotenza funzionale a portare le braccia sopra la testa e ad una riduzione della forza muscolare con disturbi dell’equilibrio e con conseguente aumento del rischio di cadute. Numerosi studi, invece, hanno dimostrato che bassi livelli di vitamina D si associano ad un aumentato rischio di frattura.

 

Come prevenire l’insufficienza di vitamina D?

È stato calcolato che per una persona giovane (inferiore ai 60 anni) un’esposizione estiva del corpo della durata di 20-30 minuti al giorno sia sufficiente a garantire il corretto apporto di vitamina D. In persone di età superiore a 70 anni (ed in maniera crescente con l’avanzare dell’età) che non assumano supplementi di vitamina D la carenza vitaminica ha una prevalenza vicina al 100%.

 

Trattamento personalizzato della carenza e insufficienza di vitamina D

L’obiettivo della terapia della carenza e dell’insufficienza di vitamina D è quello di ripristinare normali livelli sierici e, quindi, garantire adeguati depositi della vitamina. La dose da somministrare può variare in funzione della gravità della carenza e della massa corporea del paziente. La vitamina D va normalmente somministrata per via orale, limitando l’utilizzo della via intramuscolare ai pazienti con severo malassorbimento. Gli schemi posologici per il ripristino di valori normali di Vitamina D vanno comunque adattati al singolo paziente, perché devono tener conto di potenziali interferenze di altri farmaci o condizioni morbose. Infatti, in caso di malassorbimento di grassi in malattie come la celiachia o la fibrosi cistica, i dosaggi vanno adeguati all’interferenza delle malattie stesse con il metabolismo della vitamina D. Ci sono poi farmaci come il cortisone o i farmaci antiepilettici che aumentano il consumo della vitamina D e richiedono una supplementazione più marcata, o condizioni fisiologiche come la gravidanza e l’allattamento, in cui il consumo di vitamina D e, quindi, il fabbisogno è aumentato. La posologia della vitamina D varia, quindi, in base alla condizione clinica trattata e agli obiettivi terapeutici che ci si prefiggono. Esistono numerose formulazioni di Vitamina D che può essere supplementata in somministrazione mensile, settimanale o giornaliera, in base alle caratteristiche del paziente e alla compliance. Importante ricordare, infine, che sia per il trattamento dell’osteopenia che dell’osteoporosi post menopausale è indicata la combinazione di calcio e vitamina D e che una mancata supplementazione con vitamina D in soggetti che assumono farmaci per l’osteoporosi può rendere nullo l’effetto terapeutico del farmaco stesso.

 

Dott.ssa Elisabetta Vantaggiato

Specialista in Reumatologia